Avete presente quella sensazione di noia, in cui non si sa cosa fare? Ecco, questa sensazione è stata condivisa da moltissime persone durante quei periodi di quarantena, i quali cercavamo di riempire il più possibile con attività come la pittura, la cucina oppure il cucito.
Una di quelle attività per occupare le giornate è stata guardare quei film o quelle serie tv che da tempo volevamo vedere, ma che non abbiamo mai avuto tempo a causa degli impegni quotidiani, infatti le piattaforme di streaming come Netflix, Disney Plus, Prime Video ecc. hanno avuto un incremento di iscrizioni proprio per questo motivo.
L’intrattenimento audio-visivo ha avuto un ruolo centrale per permettere alle persone di dimenticare per po’ la situazione assurda in cui ci si stava ritrovando e anche accrescere la nostra fantasia ed inventiva.
La stessa industria cinematografica ha dovuto rivoluzionarsi: tutte le riprese e produzioni sono state sospese proprio a causa del Covid, dovendo così posticipare moltissime uscite e successivamente rivedere tutte le misure di sicurezza per riprendere i lavori. Si sono dovute ingegnare anche le promozioni dei progetti in uscita, infatti le interviste ad attori, registi e produttori si sono svolte online, una modalità molto particolare però funzionale alla fine dei conti.

In quel periodo, inoltre, sono nati progetti particolari, come ad esempio cortometraggi, miniserie o documentari completamente realizzati in casa. Inoltre questa pandemia ha ispirato nuove modalità di storytelling: ci sono documentazioni di storie particolari durante lo scoppio della pandemia realizzati nello stile del vlog. Un esempio è il documentario intitolato iSola, che vede come protagonista Elisa Fuksas a cui durante la pandemia le viene diagnosticato un tumore alla tiroide; la donna decide di documentare con il suo Iphone, da cui deriva anche il titolo, la sua doppia lotta contro la sua malattia ed il dover rimanere isolata in casa senza nessuno con cui parlare di persona. (https://youtu.be/jPeuE0GFZkw)
Un altro esempio può essere Corona, un film realizzato dal regista iraniano Mostafa Keshvari, il quale ha scritturato questo suo progetto nel tempo record di 2 settimane. Il set, preparato in 10 giorni, è un ascensore dove rimane bloccato un gruppo di persone che non hanno via di fuga. Qui viene trattato l’argomento della paura del contagio, infatti nel film dopo che una cinese all’interno del gruppo inizia a tossire scatena il panico irrazionale degli altri. (https://youtu.be/W9H6tl6kNvM)

Neppure Netflix ha fermato la sua produzione, infatti ha realizzato molti progetti che trattano del Coronavirus, ma il più particolare a mio parere è Social Distance, una serie di 8 episodi dove in ognuno viene raccontato in modo abbastanza ironico e leggero la vita di quarantena di queste persone molto diverse fra loro, ma con un senso di angoscia comune. Dal parrucchiere che è costretto a passare la quarantena da solo dopo una brutta rottura, a tre fratelli che affrontano via chat la morte del padre, passando per una madre che, per mantenere il suo lavoro da badante, è costretta a lasciare la figlia da sola. Proprio come altri lavori, anche Social Distance utilizza il formato delle video-chat e affronta varie discriminazioni sociali. Al punto da arrivare, nell’ultimo episodio, ad affrontare un altro tema caldo del 2020: la morte di George Floyd. (https://youtu.be/VD8SZEngVik)

Prisicilla Dumitru