Dante si è davvero immaginato tutto?
Chiunque abbia avuto la possibilità di studiare la letteratura italiana, affrontando Dante e leggendo “La divina commedia” si sarà chiesto almeno una volta come avesse fatto ad immaginare e ad illustrare con tanta maestria un universo che non ha mai visitato per davvero.
Dante è infatti abilissimo nel descrivere non solo i dettagli del luogo che “visita”, ma anche le sensazioni fisiche che prova.
Questa sua capacità è ciò che lo ha reso il grande scrittore che è stato e che continua, dopo più di mezzo millennio dalla sua morte, ad essere, per questo le teorie su di lui non hanno mai smesso di circolare.
E’ sicuramente interessante lo studio che cerca di dimostrare come Dante facesse uso di droghe o che fosse addirittura narcolettico, ma oggi vogliamo presentarvi una teoria nuova e interessante.
Ovvero: Dante potrebbe aver shiftato.
Ma facciamo un passo indietro, dove nasce, ma soprattutto, cos’è lo shifting?
Le origini di questa pratica sono molto incerte, probabilmente deriva dall’unione di diverse tecniche di meditazione e tradizioni differenti ma si diffonde su TikTok durante la pandemia.
Lo shifting è fondamentalmente una forma di controllo del subconscio.
Esistono, in realtà, tre diversi tipi di manipolazione del subconscio, tutti raggiungibili tramite la pratica della meditazione.
Il livello base è quello di solo controllo, rappresentato dai sogni lucidi, al secondo posto troviamo quindi lo shifting che permette lo spostamento del subconscio in una realtà diversa, e infine il livello massimo è rappresentato dal viaggio astrale, che permetterebbe addirittura la sua separazione dal corpo terreno.
Il reality shifting è quindi una tecnica che permette la traslazione del subconscio dalla nostra realtà ad un’altra fondata sull’idea che esistano infiniti universi paralleli e che la chiave per raggiungerli sia la consapevolezza del subconscio.
Quindi è facile capire il motivo per cui questa tecnica si sia diffusa proprio durante la quarantena quando il bisogno di scappare dalla realtà era impellente.
Vediamo nel dettaglio i modi pratici con cui gli shifters realizzano lo spostamento del subconscio dalla nostra realtà ad un’altra desiderata, che viene definita tecnicamente “DR” (desired reality).
Innanzitutto è necessario specializzarsi nella meditazione, per poi passare alla REM activation che sfrutta la fase REM per l’attivazione del subconscio.
La fase REM è la fase del sonno profondo, dalla durata di circa 15 minuti, in cui si verificano i sogni e si riattivano le attività cerebrali.
La REM activation è raggiungibile impostando una sveglia che dovrà suonare dopo circa 20 minuti dal momento in cui ci si addormenta. Quando la sveglia suonerà, il nostro subconscio (che è a conoscenza del tempo passato) diventerà consapevole e lo rimarrà nel momento in cui si addormenterà di nuovo, ponendo così le basi per lo shifting.
Secondo gli shifters, per portare correttamente a termine il processo, è necessario anche scrivere uno script, ovvero un testo in cui si descrive nel dettaglio la realtà nel quale si vuole andare specificando ogni sua caratteristica.
E’ anche possibile scegliere se mantenere il proprio aspetto fisico uguale a quello reale oppure decidere di cambiarlo inserendo la sua descrizione nello script.
Nello script si ha la possibilità di scegliere la velocità con cui scorrerà il tempo, per esempio 1 minuto nella realtà corrisponderà ad 1 ora nella DR prescelta.
Per terminare l’esperienza e tornare alla realtà corrente sarà necessario pronunciare una “safe word” che dovrà essere stata scelta in precedenza ed eventualmente scritta nello script per evitare di rimanere bloccati nella DR.
A questo punto sorge spontanea una domanda: lo shifting è pericoloso?
In base alle testimonianze degli shifters la pratica non comporta nessun effetto collaterale, inoltre non c’è il rischio di rimanere bloccati perché il nostro corpo tenderà a seguire la sua routine, risvegliandosi all’ora in cui normalmente si sveglierebbe.
Gli scienziati e gli psicologi sostengono che il reality shifting sia in realtà un semplice sogno lucido, in quanto è possibile controllare il subconscio, ma non traslarlo.
Al contrario, gli shifters ritengono che l’esperienza dello shifting, in cui tutti i sensi funzionano a dovere, sia nettamente diversa dal sogno lucido, in cui i cinque sensi non sempre rispondono correttamente.


E’ corretto sostenere o provare lo shifting?
Tenendo conto che è un’attività che promuove la fantasia e l’introspezione, è priva di rischi e non è vietata da nessuna religione, lo shifting può essere un’esperienza interessante, purché vi sentiate pronti.
Angelica Crespi e Priscila Debora Dumitru