L’impronta ha intervistato gli studenti che hanno partecipato al progetto Erasmus plus che ha collegato il nostro istituto a una scuola della Lettonia.
La prima domanda riguarda le differenze tra i due sistemi scolastici; dalle riflessioni emerge una differenza soprattutto organizzativa.
La struttura lettone è più piccola e suddivisa in anelli, infatti ad ogni anello corrisponde un anno, questo agevola l’orientamento degli studenti all’interno della struttura scolastica.
Inoltre le strutture sono molto moderne e simili al “modello americano”, ne abbiamo l’esempio concreto con la palestra che è molto simile a quelle spesso rappresentate cinematograficamente.
La scuola è anche dotata di una mensa interna, utilizzata per colazioni e pranzi; vi sono infatti corsi pomeridiani che terminano alle 17:00 circa.
Riguardo le materie, molte sono le stesse, come storia, ma vengono approcciate in modo diverso, applicandole concretamente alla vita sociale, attraverso dibattiti e test molto più incentrati sulle opinioni personali.
Mentre, parlando di dispositivi tecnologici, possiamo ritenerci molto più fortunati: la Lettonia ha un enorme problema con di connessione a internet a livello nazionale,soprattutto appena si esce dalle città. Ci è stato riferito che un computer, utilizzato da una studentessa italiana, dopo qualche minuto dall’utilizzo, abbia cominciato a fumare.
Ma quindi gli studenti del Maffeo, andrebbero a studiare in Lettonia?
Molti ragazzi hanno risposto positivamente al quesito, proprio per l’attenzione dell’istruzione Lettone alla parte più personale dell’individuo; mentre altri si sono dimostrati contrari per l’assenza di materie ritenute importanti nella scuola italiana, come filosofia o storia dell’arte.
Una critica emersa dalle dichiarazioni degli intervistati è una certa disorganizzazione del progetto Erasmus plus, che sarebbe dovuto terminare nel 2021 e ad oggi non è ancora giunto al termine, forse anche a causa della pandemia.
Studenti intervistati: Ermanno Merlo, Cristian Elia Gori, Rebecca Annunziata, Giulia Giuffrida e Ilaria Parrino
Scritto da Lucrezia Mele e Gabriele Meazza