Il Maffeo all’Uni

Si avvicina la fine del trimestre e stanno iniziando gli open day delle università che dovrebbero aiutare i nostri compagni di quarte e quinte ad orientarsi nell’offerta formativa dei diversi atenei, abbiamo chiesto ad alcuni ex maffeini la loro esperienza a riguardo.

In molti tra noi si chiedono infatti se la nostra scuola ci aiuterà e cosa ci lascerà per poter affrontare la nostra vita universitaria. 

Le domande che sono state poste sono:

  • Il Maffeo ti ha aiutata in qualche modo alla preparazione alla tua facoltà o in generale all’università?
  • L’orientamento in uscita ti ha veramente aiutata a scegliere la tua facoltà?
  • Qual è la tua esperienza universitaria rispetto alla vita liceale?E’ cambiata molto la tua routine ? 
  • Il metodo di studio appreso qui al Maffeo ti ha aiutata?
  • Il tuo indirizzo al liceo ti è tornato utile all’università? 
  • Le materie che hai studiato ti hanno avvantaggiato?
  • Hai preso qualche certificazione? Se sì, ti hanno avvantaggiato?
  • Ti sei pentita di aver scelto il Maffeo come istituto e/o come corso di studi?

Il Maffeo ti ha aiutata in qualche modo alla preparazione alla tua facoltà o in generale all’università?

Abbiamo molte opinioni contrastanti a riguardo: 

Sicuramente sì, le materie di indirizzo della mia facoltà, Lingue Culture e Comunicazione Digitale, quindi lingua inglese e lingua spagnola sono state svolte in maniera approfondita al liceo e di conseguenza ora all’università mi sto trovando avvantaggiata e già posizionato a livelli linguistici avanzati” – Matilde De Los Rios, ex 5L

Troviamo però delle opinioni contrastanti nella stessa classe a riguardo, come ci ha fatto notare Beatrice Mutti, sempre ex 5L: ” No, per niente. Per adattarsi all’università ho dovuto dimenticare tutto quello che ho imparato alle superiori, dal metodo di studio al rapporto con i professori.” C’è chi invece ha un’opinione parziale: “Il Maffeo mi ha aiutata in parte per la mia facoltà, Psicologia, e all’università. Contrariamente nel caso dell’orientamento in uscita, l’ho trovato praticamente inutile.” ci dice Diana Dimitrova, ex 5D, invece Alessandra Esposito della stessa classe:” Il Maffeo mi ha aiutata parzialmente: infatti la materia portante del mio corso di studi è antropologia, dato che frequento Antropologia, religioni e civiltà orientali. La materia è stata affrontata sì durante gli anni,  ma ovviamente non nel modo in cui la sto studiando ora. Sicuramente  filosofia e latino mi hanno  fornito buone basi.” 

Un’opinione interessante arriva da Alice Boneschi ex 5G: “Per quanto riguarda l’università in generale, il Maffeo è riuscito a darmi un certo metodo di studio, che potrà servirmi per poi studiare con più facilità. D’altra parte, però, il rapporto che si era costruito con i professori era molto freddo e questo non mi ha dato la possibilità di imparare come interagire con persone più adulte, che in università possono essere sia professori, sia ragazzi degli anni successivi: per esempio,  esempio ho notato è che, non essendo stato abituati ad esprimere la nostra opinione, i nostri dubbi in una classe di 20 persone, ho fatto molta fatica ad esprimerli in una classe di 80/100 persone.”

In molte ci hanno riferito che il Maffeo ha dato loro basi forti per la loro esperienza universitaria, in poche ci hanno detto che non  sono servite a nulla. Il principale consiglio che si può dare è di mettere a punto  un metodo di studio forte e collaudato.

L’orientamento in uscita ti ha veramente aiutata a scegliere la tua facoltà?

Quello che un po’ tutti si chiedono è se quello che la scuola ci propone ora come orientamento in uscita ci aiuterà a scegliere, ma soprattutto, a capire come sarà l’università. I corsi sull’orientamento in uscita riusciranno a indirizzarci sulla giusta strada? Anna Corrù, ex 5D, ci dice che: “L’orientamento in uscita si è visto un po’ poco. Sono state dedicate solo alcune ore con un educatore, ore che però ho apprezzato molto. Anche se, quello che mi ha aiutata di più nella scelta, sono stati i consigli e le testimonianze di alcuni professori.”

 Invece Chiara Riboldi, della stessa classe, ha un’opinione differente: “Diciamo che non mi ha aiutata a scegliere il mio corso universitario, perché è stato un lavoro personale ma mi ha aiutata a scoprire e a capire qualcosa in più di me stessa. Fare delle ore in cui si parlasse soprattutto di noi , mi ha aiutata tantissimo, ho iniziato a interrogarmi veramente sul mio futuro, su ció che voglio, su ciò che mi piace, in quali materie vado meglio e quelle in cui vado peggio e quindi quale sarebbe stata la mia direzione. Io ero già consapevole di essere più portata agli studi umanistici piuttosto che alle discipline scientifiche, quindi la facoltà di Servizi Sociali è stata una scelta più che altro personale.” In molti, anche di altre classi, pensano che l’orientamento non li abbia  aiutati e che sia  stato un grande lavoro personale, quindi secondo il parere di molte andrebbe migliorato questo percorso eandrebbe  dato più spazio a una decisione così importante. 

Qual è la tua esperienza universitaria rispetto alla vita liceale? E’ cambiata molto la tua routine?

Cosa cambierà veramente all’università? In molti hanno aspettative diverse su questa esperienza: alcuni pensano che cambierà completamente la loro routine e la loro vita, altri che sarà sì un cambiamento ma non così importante quanto si dice.

 I nostri ex studenti ci hanno raccontato le loro esperienze: “La mia esperienza universitaria è appena iniziata ma mi sto rendendo conto di quanto sia diversa l’organizzazione. La cosa che mi mette e mi metterà più in difficoltà è l’idea di gestirsi autonomamente, gestire una mole di studio così vasta e complessa e capire quale sia il metodo di studio migliore. Per quanto i tempi al liceo siano così brevi tra un’interrogazione o una verifica e l’altra un po’ lo rimpiango perché  mi ero abituata a quel tipo di organizzazione, che dal mio punto di vista era molto più semplice anche se al tempo mi stressava comunque” – Giulia Auricchio, ex 5D

C’è chi invece ci descrive i pro e i contro della vita universitaria: “Rispetto al liceo, la vita universitaria è molto più libera: in essa, ci sono sia pro che contro. Tra i  pro c’è il diventare autonomi, anche per esempio frequentare per piacere e non per obbligo. D’altro canto, prendersi le proprie responsabilità e darsi degli obiettivi per il proprio interesse è difficile e ci si deve abituare.”- Alice Boneschi, ex 5G

La vita universitaria può essere una sfida ardua da affrontare ma affrontare le materie che più ci interessano può costituire una spinta maggiore per poter integrarsi e adattarsi alla nuova routine come ci dice Matilde De Los Rios, ex 5L: “Nonostante sia solo all’inizio del mio percorso universitario mi sento già di “appartenere” molto di più a questo mondo rispetto a quello liceale. Sicuramente perché le materie che approfondisco mi appassionano e, in alcuni casi, sono io a scegliere gli esami da dare. Inoltre un aspetto fondamentale è la diversa suddivisione delle ore di lezione; nell’arco di una settimana frequento in presenza tre giorni e seguo una lezione online in un altro. Questo mi permette di organizzarmi al meglio e praticare attività, nel mio caso sportive, anche durante la mattinata, cosa impossibile al liceo”. 

All’università la nostra routine verrà stravolta, ma forse in meglio. Si è obbligati a diventare più indipendenti poiché non ci sono più i professori a “starci dietro”. Abbiamo inoltre la testimonianza di una ex maffeina uscita da parecchio tempo: ” La mia esperienza universitaria è molto diversa…mi manca il liceo ma l’apertura mentale che mi ha dato il Maffeo mi sta aiutando a affrontare la vita universitaria”- Laura Cecchi ex 5D.

Il metodo di studio appreso qui al Maffeo ti ha aiutata?

Il metodo di studio è un argomento riguardo , già dalla prima superiore, i professori continuano a insistere, ripetendoci quanto sia importante averne uno efficace per poter apprendere al meglio. Quindi quello che sorge spontaneo chiedersi è: ma il metodo di studio che il Maffeo ci ha insegnato, ci aiuterà nella vita universitaria? C’è chi pensa di sì, come Matilde De Los Rios, ex 5L: “Il metodo di studio appreso dal Maffeo mi ha guidato molto per adesso, anche perché le materie che affronto all’università le ho già affrontate in parte al liceo.”

C’è invece chi non è d’accordo: “No, il metodo di studio non è lo stesso. Cambia la mole di informazioni e la qualità dell’esposizione che ovviamente deve essere superiore a quella del liceo.” – Beatrice Mutti, ex 5L

Invece, come ci dice Giulia Auricchio, ex 5D,  il metodo può aiutar,e ma bisogna apportare delle modifiche: “Il metodo di studio appreso al liceo mi sta aiutando anche se,  dovendolo applicare ad una mole di studio così grande, è leggermente cambiato. Un esempio banale è l’impossibilità di fare schemi o riassunti di 600 pagine.” La mia opinione personale è che avere un metodo di studio basato sulla propria esperienza e sul proprio metodo di apprendimento sia molto importante, non solo per la propria vita scolastica ma anche come strumento per conoscere meglio sé stessi.

Il tuo indirizzo poi ti è tornato utile all’università? Le materie che hai studiato ti hanno avvantaggiato?

Molte ragazze uscite dal Maffeo hanno scelto corsi di studio completamente differenti da ciò che avevano studiato qui e quindi il loro indirizzo non è tornato utile apparentemente, ma comunque la scuola  ha lasciato qualcosa anche a loro, come ad Alice Boneschi, ex 5G: “Personalmente, le materie che ho studiato al liceo non mi sono servite per l’università, però saranno comunque un bagaglio importante che mi servirà sicuramente nel corso della mia vita. Banalmente, aver conseguito la certificazione DELE a Maggio non mi ha portato agevolazioni per il mio percorso di studi, ma è sempre qualcosa da aggiungere al curriculum.”. Molte ci dicono che magari alcune materie sono state meno trattate nella loro esperienza “Sì ma non mi ha avvantaggiato a causa di una preparazione scientifica sufficiente ma non particolarmente approfondita.”- Laura Cecchi, ex 5D. Questo ci porta alla domanda successiva:

Hai preso qualche certificazione? Se sì, ti hanno avvantaggiato?

Quasi ogni anno ci vengono proposte queste certificazioni da conseguire, ma realmente ci potranno aiutare? In molte facoltà avvantaggiano lo studente; gli esami di certificazione linguistica testano tutte e quattro le competenze: lettura, comprensione e produzione orale. Le singole certificazioni servono a dichiarare che uno studente ha raggiunto un determinato livello di apprendimento della lingua straniera. Un punto di vista intrigante ci arriva da Alessandra Esposito, ex 5D: ” Per quanto concerne il discorso delle certificazioni, io non credo mi abbia avvantaggiata averne una perché il mio corso non è basato sulla lingua inglese, di cui ho la certificazione, bensì mette a disposizione una serie di insegnamenti che prescindono dalle lingue tradizionalmente studiate come inglese, spagnolo, francese…Nonostante ciò, sono felice di aver avuto la possibilità di acquisire la mia certificazione, che sicuramente mi sarà utile.” Questo  ci fa capire che ovviamente se la nostra facoltà richiede un livello di lingua straniera diverso da quello appreso alle superiori, una certificazione può non avvantaggiarci ma comunque rimanere un insegnamento utile anche nel mondo del lavoro. Facilitano anche l’accesso a posizioni lavorative in contesti internazionali e possono fornire un punteggio extra in concorsi pubblici e graduatorie della pubblica amministrazione.

Ti sei pentita di aver scelto il Maffeo come istituto e/o come corso di studi?

Abbiamo fatto questa domanda alle nostre ex studenti per capire se ,iniziata la loro esperienza universitaria, se si sono pentite di ciò che hanno fatto qui al Maffeo. Spesso ci si chiede: “E se avessi fatto questo al posto di questo ora dove sarei? E se avessi fatto questa cosa diversamente  ora sarei avvantaggiata o sarei allo stesso punto?” Personalmente credo che siano domande che spesso nella nostra vita ci poniamo: è umano il dubbio e lo è  anche il rimpianto. Ma questo è quello che ci hanno detto: 

Sì, mi sono pentita di aver scelto il Maffeo come corso di studi, in quanto sono sempre stata portata per le materie scientifiche e non umanistiche, ma sono stata molto felice di aver scelto il Maffeo come scuola, perché mi ha dato la possibilità di conoscere persone stupende, con cui ho passato e sto passando gli anni più belli della mia adolescenza e giovinezza.” – Alice Boneschi ex 5G. 

“Io sono grata al Maffeo, come ho detto più volte, per avermi accolta dopo l’inizio di un altro percorso; sono grata al Maffeo in particolar modo per avermi dato la possibilità di vivere gli ultimi due anni del liceo con maggiore consapevolezza delle mie possibilità e qualità.“- Alessandra Esposito ex 5D.

Assolutamente no, perché sono stati per ora gli anni più belli della mia vita e che più mi hanno plasmato come persona. In un’ottica generale sono soddisfatta del mio percorso di studi e della scelta fatta in terza media” – Laura Cecchi, ex 5D.

Capiamo da quello che ci viene riportato dalle loro esperienze che sì, questi sono gli anni più belli della nostra adolescenza e dobbiamo viverli al massimo. 

Abbiamo poi avuto il vanto di poter intervistare Laura Cecchi, ex maffeina ma anche ex componente dell’Impronta. Laura si è diplomata nell’anno 2019/2020, ha partecipato allanascita della  redazione del giornalino quando era in quinta superiore perché la sua  classe è stata la prima redazione dell‘Impronta. Le abbiamo chiesto cosa ti ha lasciato come esperienza il giornalino: “É stata l’esperienza più bella che ho fatto nei miei anni di liceo. Mi ha fatto crescere e ci ha unito come gruppo permettendoci di rimanere gruppo anche durante la quarantena che ci ha tolto molto essendo stato il nostro ultimo anno di liceo. Mi occupavo della gestione dei contenuti digitali e della rubrica spaziale. Questa esperienza mi ha permesso di comprendere la mia passione per la scrittura e, in generale, per il mondo dell’informazione e della comunicazione. È stato molto bello portare avanti questo progetto con le mie compagne perché ci ha permesso di lavorare in gruppo con passione e ci ha unito molto.

É un’esperienza che consiglierei di fare a tutti perché ti arricchisce come persona.

Aurora Pievo e Giorgia Crotti

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