Youngle è il primo servizio nazionale di ascolto e counseling sul web, rivolto ai giovani da parte dei giovani.
Nasce nel 2011 su finanziamento del ministero della salute, in particolare dal CCM: Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie.
Tra il 2014 e il 2016 è stato menzionato dall’Organizzazione mondiale della Sanità come buona pratica per la prevenzione dei suicidi e della depressione giovanile.
Ad oggi è presente in tutto il territorio nazionale con 15 centri in 10 regioni, fa parte inoltre dello studio pilota dell’Istituto superiore della sanità relativo al censimento delle risorse territoriali sulle problematiche legate all’uso scorretto di internet (web disorder).
I ragazzi, che gestiscono la piattaforma, sono un gruppo di volontari che attraverso la gestione di canali web forniscono la promozione del benessere attraverso la comunicazione.
Concretamente, Youngle è un’ applicazione scaricabile gratuitamente che ha come obiettivo l’affrontare le possibili situazioni di disagio restando nell’anonimato.
Dopo aver scaricato l’applicazione, sarà possibile accedervi senza inserire dati personali, usando quindi un nickname non riconducibile al vero nome utente.
Si può quindi usufruire di una chat online gestita da ragazzi, i quali sono stati formati con delle attività e incontri gestiti direttamente
dal responsabile di Younglers Cremona.
Sono state poi effettuate delle esercitazioni di ascolto sulla piattaforma online con la supervisione degli esperti, i quali successivamente affiancheranno il ragazzo esclusivamente con lo scopo di monitorare.
Alla base del progetto vigono delle regole fondamentali oltre a quella dell’anonimato, che sono l’ascolto, rispetto, dialogo e soprattutto il non giudicare le esperienze altrui.
Il progetto Youngle Lodi è supportato dalle istituzioni ASST LODI, spazio arancione, servizio dipendente e consultorio familiare
Di seguito ecco la testimonianza di uno dei ragazzi che ha partecipato all’esperienza di Youngle:
“Per me l’esperienza compiuta quest’anno con Youngle è stata molto produttiva perché ho scoperto che, quando aiutavo e ascoltavo un ragazzo, in realtà stavo dicendo quello che avrei voluto sentire io se fossi stato nella sua situazione. Finalmente sto imparando ad ascoltare realmente una persona quando parla”.
Giorgia Crotti e Naima Tafsi