Al giorno d’oggi tutti noi usiamo i computer sono diventati ormai una parte estremamente importante della nostra vita e un oggetto che ha rivoluzionato la storia umana. Nonostante l’importanza di questa macchina non tutti ne conoscono la storia o il nome del suo inventore, uno dei più grandi matematici del XX secolo: Alan Turing.
Alan Mathison Turing nacque a Londra il 23 giugno 1912, è stato un matematico, crittografo, logico e filosofo nonché il padre dell’informatica e l’inventore del primo computer della storia: Christopher. I suoi lavori sono stati fondamentali per la nascita e lo sviluppo dell’informatica, attraverso la formalizzazione dei concetti di algoritmo e di calcolo mediante l’omonima macchina, che costituì un significativo passo avanti nell’evoluzione verso il computer moderno. Già nella prima metà del novecento Turing aveva teorizzato il concetto di Intelligenza artificiale, la possibilità di una macchina di “pensare”. Ma perché una mente geniale come la sua è stata oscurata per gran parte della storia? La risposta non è semplice come può sembrare.
La storia di Alan inizia molto prima del computer, inizia con un ragazzino solitario che non dava molte speranze a livello scolastico: in classe non partecipa, non si interessa alle materie e non ascolta. Nonostante tutto questo passa sempre con i massimi voti tutte le verifiche classificandosi tra i migliori della scuola anche se durante i primi anni ha grandi difficoltà e a stento si diploma. Inoltre, Alan preferisce passare il tempo a fare i suoi studi e i suoi esperimenti scientifici in solitudine, fin quando agli inizi del 1927 non nota un ragazzo, un certo Christopher Morcom, biondo e mingherlino, di un anno più grande rispetto a lui e che frequentava una classe avanti negli studi. I due condividevano la passione per le scienze, pertanto iniziarono a passare il tempo facendo esperimenti insieme e discutendo riguardo le più recenti teorie, come la relatività. Si era aperto un varco nella solitudine di Alan, che aveva finalmente trovato molto più di un amico, da lui si sentiva “tanto attratto da lui che provava il desiderio di rivedere il suo viso”. L’incontro con Chris fu per il giovane Turing un evento di estrema importanza, fu per lui il primo dei tanti amori per una persona dello stesso sesso che nascose e che lo portò verso la morte. Nonostante la loro amicizia Morcom non aveva mai detto ad Alan che alcuni anni prima aveva contratto il latte vaccino infetto e che ciò lo aveva portato ad avere vari problemi di salute, per questo nel febbraio del 1930 Christopher morì. L’evento causò a Turing grande dolore che affrontò lavorando molto più duramente sui temi della scienza e della matematica che aveva condiviso con Morcom. In una lettera alla madre di Morcom Turing scrisse:
“Sono sicuro che non avrei potuto trovare da nessuna parte un altro compagno così brillante e tuttavia così affascinante e inconcepito. Consideravo il mio interesse per il mio lavoro e per cose come l’astronomia (a cui mi ha presentato) come qualcosa da condividere con lui e penso che provasse un po’ la stessa cosa per me… So che devo dedicare al mio lavoro la stessa energia, se non lo stesso interesse, come se lui fosse vivo, perché è ciò che vorrebbe che facessi.”
La loro relazione fornì ispirazione per gli sforzi futuri di Turing.
Dopo aver terminato gli studi e ottenuto il PhD in matematica all’università di Cambridge, durante la seconda guerra mondiale, Turing mise le sue capacità matematiche al servizio del Department of Communications del Regno Unito per decifrare i codici usati nelle comunicazioni tedesche, criptate tramite il cosiddetto sistema Enigma il macchina inventata dall’ingegnere Arthur Scherbius. Enigma assomiglia a una macchina da scrivere, ma era composta da una tastiera normale e una seconda in cui ogni lettera era illuminata da una lampadina. Per decifrare un messaggio è necessario possedere due macchine, una per la codifica e una per la decodifica perché le lettere digitate su questa specie di macchina da scrivere vengono “trasformate” tramite dei rotori, in altre lettere, quelle “illuminate” dalle lampadine. Per esempio digitando la lettera F, questa viene trasformata in una C dal primo rotore e poi la C diventa una H passando dal secondo rotore, ma la H diventa una U passando dal terzo rotore e alla fine è la lampadina con la U ad accendersi. In questo modo il messaggio inviato è comprensibile solo a chi è in possesso delle impostazioni di decodifica. Inoltre, per rendere il tutto più complicato, queste informazioni vengono cambiate ogni giorno azzerando il codice e ogni cambiamento viene comunicato in una guida che viene rinnovata ogni mese.
Dal settembre 1938, Turing lavorò part-time presso la Government Code and Cypher School (GC&CS), l’organizzazione britannica per la decifrazione dei codici. Si concentrò sulla crittoanalisi della macchina cifrante Enigma utilizzata dalla Germania nazista. A questo punto della storia Alan ha 26 anni, Insieme al suo gruppo di colleghi, tra cui il matematico Gordon Welchman, nel giro di poche settimane dal suo arrivo aveva specificato una macchina elettromeccanica chiamata ”The Bomb”, in grado di rompere Enigma in modo più efficace della “bomba kryptologiczna” inventata dal matematico polacco Marian Rejewski, da cui deriva il suo nome. The Bomb, con un potenziamento suggerito dal matematico Welchman, divenne il principale strumento automatizzato utilizzato per attaccare i messaggi cifrati da Enigma. Essa funziona perché cerca le possibili impostazioni corrette dei rotori utilizzate dai tedeschi e poi esclude quelle in cui si generano contraddizioni. Ad esempio una contraddizione si ha se alla lettera digitata corrisponde la stessa lettera illuminata, cosa che con Enigma era impossibile. Così Alan decriptava i messaggi dei nazisti.
Seguendo questa scia, tra il 1943 e il 1944 i matematici Maxwell Newman e Tommy Flowers progettano Colossus, l’antenato degli odierni computer, con lo scopo di arrivare la nuova versione di Enigma, che nel frattempo si era evoluta nella macchina “Tunny”.
Il lavoro di Alan e i suoi colleghi, rimasto segreto a lungo per non far sapere a dei possibili nemici della rottura del codice in caso di guerra, fu fondamentale per la vittoria degli Alleati – operazioni come lo sbarco in Normandia o la vittoria della Battaglia dell’Atlantico non sarebbero stati possibili senza questo team – e permetté di abbreviare la guerra di almeno 2 anni risparmiando moltissime vite.
Come citato all’inizio dell’articolo Alan Turing già nella prima metà del novecento lavorava sulla capacità delle macchine di “pensare”, infatti verso la fine degli anni ‘40 continuò a svolgere lavori più astratti in matematica e, in “Computing Machinery and Intelligence”, Turing affrontò il problema dell’intelligenza artificiale e propose un esperimento che divenne noto come test di Turing, un tentativo di definire uno standard per una macchina da chiamare “intelligente”. L’idea era che si potesse dire che un computer “pensa” se un interrogatore umano non riusciva a distinguerlo, attraverso la conversazione, da un essere umano. Nell’articolo, Turing suggeriva che, anziché elaborare un programma per simulare la mente di un adulto, sarebbe stato meglio produrne uno più semplice per simulare la mente di un bambino e poi sottoporlo a un corso di studi. Inoltre ad oggi tutti sappiamo che le intelligenze artificiali si basino sull’imitazione, questo venne spiegato da Turing in un paper chiamato “The imitation game”, dalla quale prenderà il nome il film del 2014 sulla vita del matematico. Tutti conosciamo una forma invertita del test di Turing ampiamente utilizzata su Internet: il test CAPTCHA ha lo scopo di determinare se l’utente è un essere umano o un computer mostrandogli delle lettere distorte .
Certo, la segretezza del progetto alla quale Alan ha lavorato durante la guerra non è l’unico motivo per cui il matematico non ha ricevuto il giusto riconoscimento per il suo contributo. Inizia tutto nel 1952 subì un furto a casa sua, allora Murray, il suo fidanzato dell’epoca, gli disse che lui e il ladro si conoscevano e Turing denunciò il crimine alla polizia. Durante le indagini, il matematico ammise di aver avuto una relazione sessuale con Murray. All’epoca, nel Regno Unito gli atti omosessuali erano considerati reati penali, perciò entrambi gli uomini furono accusati di “atti osceni gravi” ai sensi dell’articolo 11 del Criminal Law Amendment Act del 1885 che lo porterà a confessare la sua omosessualità. Alan viene processato, ritenuto colpevole e messo davanti alla scelta: galera o castrazione chimica. Sceglie la seconda pur di non stare chiuso in cella senza poter continuare a lavorare con la sua macchina. È molto probabile che siano stati proprio i farmaci per la castrazione chimica e la la conseguente depressione a spingerlo al suicidio il 7 giugno 1954, a soli 41 anni, probabilmente avvelenandosi con del cianuro di potassio.
Nel 1983 uscì la biografia su Alan Turing scritta da Andrew Hodges e da questo momento la storia di Alan inizia a salire a galla e finalmente l’uomo che ha inventato il computer viene riconosciuto come tale.
A 55 anni dalla morte di Alan Turing, il 10 settembre 2009 vi fu una dichiarazione di scuse ufficiali da parte del governo del Regno Unito, formulata dal primo ministro Gordon Brown. Brown riconobbe che Turing fu oggetto di un trattamento omofobo:
“Per quelli fra noi che sono nati dopo il 1945, in un’Europa unita, democratica e in pace, è difficile immaginare che il nostro continente fu un tempo teatro del momento più buio dell’umanità. È difficile credere che in tempi ancora alla portata della memoria di chi è ancora vivo oggi, la gente potesse essere così consumata dall’odio – dall’antisemitismo, dall’omofobia, dalla xenofobia e da altri pregiudizi assassini – da far sì che le camere a gas e i crematori diventassero parte del paesaggio europeo tanto quanto le gallerie d’arte e le università e le sale da concerto che avevano contraddistinto la civiltà europea per secoli. […] Così, per conto del governo britannico, e di tutti coloro che vivono liberi grazie al lavoro di Alan, sono orgoglioso di dire: ci dispiace, avresti meritato di meglio.”
Nel dicembre 2012, importanti esponenti del mondo scientifico internazionale, tra cui il premio Nobel per la medicina Paul Nurse, il matematico e cosmologo Stephen Hawking, il matematico Timothy Gowers, il presidente del National Museum of Science, Douglas Gurr e l’astronomo Martin Rees, mandarono una lettera aperta al Primo Ministro britannico David Cameron, intitolata “Pardon for Alan Turing”, per sollecitare la grazia postuma.
Il 24 dicembre 2013, la regina Elisabetta II ha firmato la grazia postuma per la condanna di Turing per “grave indecenza”, con effetto immediato. La regina ha dichiarato Turing graziato nell’agosto 2014. Si trattava solo della quarta grazia reale concessa dalla conclusione della Seconda guerra mondiale. La grazia viene normalmente concessa solo quando la persona è tecnicamente innocente e la famiglia o altra parte interessata ne ha fatto richiesta; nessuna delle due condizioni era soddisfatta per quanto riguarda la condanna di Turing, la sua grazia era la diretta conseguenza della richiesta da parte della comunità scientifica internazionale e della comunità LGBTQ+ del riconoscimento del contributo di Alan e del trattamento che ha subito via del suo orientamento sessuale.
Emma Iofrida 1ªG