Quante volte finisci una serie con un vuoto nel cuore perché la tua ship preferita non si è realizzata? E se trovi che la maggior parte di queste situazioni capiti con coppie dello stesso sesso, hai appena incontrato un fenomeno che negl’ultimi anni è aumentato in un modo sorprendente: il queer baiting. In effetti, cos’è e perché è considerato problematico?
Il queer baiting è un termine nato nelle comunità online per descrivere una strategia di marketing utilizzata nel mondo dell’intrattenimento. Si tratta di “stuzzicare” il pubblico con il suggerimento di una relazione o di un’identità queer (LGBTQ+), senza però mai concretizzarla nella storia.
Ma come faccio ad individuarlo e non cascarci? Ci sono molte caratteristiche riconoscibili: di solito si parte da due personaggi dello stesso sesso mostrano un’intesa, una tensione romantica o un legame emotivo che va ben oltre l’amicizia. Poi gli attori o i produttori alimentano le teorie dei fan nelle interviste o sui social media, suggerendo che “tutto è possibile”, ma alla fine i personaggi restano eterosessuali o la tensione viene liquidata come uno scherzo, per non spaventare o sconvolgere il pubblico più conservatore.
Il queer baiting non è solo un gioco con i fan, ma è visto come una pratica manipolatoria per diversi motivi: le aziende attirano il pubblico LGBTQ+ senza prendersi il rischio politico o sociale di rappresentarlo davvero. Suggerisce che l’identità queer sia qualcosa di proibito, ma non degno di una narrazione seria e alla luce del sole; crea un ciclo di speranza e delusione che molti fan trovano estenuante. Spero che questo articolo sia stato interessante e informativo, grazie per la lettura.
Valentina Molinari 1E